2022-02-17 Monte Velino da Cartore

2022-02-17 Monte Velino da Cartore

Localita' di partenza – Cartore, Borgorose (RI)

Coordinate e quota partenza (WGS84) – 42.167045, 13.310778, 950 metri

Distanza percorsa – 20.90 Km

Salita accumulata – 1825 metri

Durata dell’escursione – 8 ore 45 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Inizio settimana, mi contatta Stefano per una spedizione sul Velino, montagna a me cara che frequento sempre con molto piacere, e che lui voleva rifare dopo parecchi anni.

Ci accordiamo sul giorno. Le previsioni sono molto buone anche se danno vento forte in quota. Ma va bene, alla fine sarà comunque l'occasione per uscire in montagna e si va.

Ci vediamo come sempre all'uscita autostradale di Valle del Salto e, dopo un richiamo di colazione, ci muoviamo verso Cartore e poco prima delle otto siamo pronti a partire.

Ci incamminiamo lungo la strada che attraversa l'abitato, salutati da un paio di mici assonnati, in direzione di Bocca di Teve prima e Passo le Forche poi.

La strada procede il leggera salita e consente un'andatura allegra che ci riscalda, in attesa di affrontare l'impegnativa salita lungo la cresta di Monte Rozza.

Raggiungiamo Passo le Forche in una cinquantina di minuti dalla partenza, e dopo qualche minuto speso a fare qualche foto, ripartiamo verso Nord, lungo il sentiero 3B. La salita diventa più ripida rispetto alla strada appena lasciata ma senza essere eccessivamente faticosa.

Sono le nove e un quarto quando raggiungiamo la cresta. Davanti a noi, la gigantesca spaccatura della Valle di Teve e la cresta di Iaccio dei Montoni. Siamo a quota 1560 e il sentiero piega ora verso Est, lungo la cresta, diventando decisamente più ripido.

Cominciamo anche ad incontrare la prima neve, caduta nei giorni precedenti in seguito al passaggio di una perturbazione e sommatasi a quella che già era presente.

Man mano che si sale si comincia ad affondare nella neve fresca ma fortunatamente sono solo pochi centimetri senza ostacoli per la progressione.

Intanto il paesaggio diventa sempre più bello per il manto bianco che lo ricopre. Lungo il bordo della cresta si vedono numerosi balconi di neve a strapiombo sulla valle sottostante.

Sono le dieci e mezzo quando raggiungiamo la cima di Monte Rozza, 2064 metri. Foto di cima doverosa con lo spettacolo dei monti dietro di noi.

Ripartiamo seguendo la cresta e in pochi minuti, dopo qualche innocuo saliscendi, arriviamo sopra alla Capanna di Sevice. Veloce e divertente discesa in un mare di neve fresca e sosta rigenerativa sui tavoli del rifugio prima di ripartire.

C'è il sole, siamo riparati dal vento e la temperatura è quasi estiva. Terminata la sosta ripartiamo per seguire il sentiero 3A verso il Monte di Sevice. Duecento metri ci separano dalla cima ma sono forse i più duri e faticosi della giornata. La neve è alta e si affonda e, come se non bastasse, sotto c'è neve ghiacciata e, ogni tanto si scivola.

Cerchiamo per quanto possibile di sfruttare le roccette per avanzare ma si fatica. Alla fine ci vorranno quarantacinque minuti per domare la salita e, a mezzogiorno in punto siamo in vetta.

Anche qui, piccola sosta per le foto di rito, con il Velino che intanto ci guarda e ci dice che ci sta aspettando.

Lasciamo la cima del Sevice, piccola divertente discesa sul solito muro di neve fresca e proseguiamo lungo il sentiero 3, verso il Costognillo.

Intanto la neve fresca e alta ha lasciato il posto a neve più ghiacciata e decidiamo di indossare la ferramenta.

Dopo la vestizione puntiamo verso il Costognillo, cercando un punto per salire dove ci sia un passaggio fra i numerosi balconi di neve che sbordano verso di noi.

La salita è breve, divertente e anche spettacolare con l'ultimo tratto praticamente verticale. Rimaniamo in vetta il tempo di uno scatto e poi giù, tuffandoci nel muro di neve fresca appena scalato.

Siamo a 2300 metri e inizia l'ultima salita verso il velino, quasi duecento metri ripidi e impegnativi. La via intanto è cambiata e ormai si viaggia su neve dura, quasi ghiacciata, neve che i ramponi mordono senza problemi, agevolando la progressione e rendendola più agevole, rispetto a quella affrontata per il Sevice.

A quota 2385 raggiungiamo il bivio per il Cafornia e cominciamo a fare i conti con il vento forte che qui si sente tutto. Già avvicinandoci ne avevamo avuto qualche avvisaglia vedendo il turbinio della neve lungo la cresta finale.

Iniziamo la salita degli ultimi cento metri con un vento laterale molto forte che ci spara addosso cristalli i neve ghiacciata.

Ci teniamo prudenzialmente a qualche metro dalla cresta, alla nostra sinistra, per evitare che qualche raffica più forte ci sbilanci verso il dirupo. Per fortuna che il fondo ghiacciato ci permette di salire velocemente e alla fine, dopo una trentina di minuti siamo in vetta.

Io e Stefano sul Velino

Proviamo a cercare un lato riparato ma non c'è verso. Tutta la cima è spazzata dal forte vento e, alla fine, riusciamo con qualche difficoltà a scattare le foto di cima, ma non ci fermiamo e iniziamo subito la discesa.

Anche ora, qualche problema per il vento fino a quando raggiungiamo la sella a 2300 metri, dove la situazione ritorna ad essere molto più gestibile.

Contenti comunque per la bella e impegnativa salita, torniamo sui nostri passi per arrivare nelle vicinanze del Monte di Sevice e da li, invece di rifare la cresta, ci tuffiamo lungo l'invitante discesa dell'anfiteatro, aiutati dalla neve fresca immacolata che consente un'andatura veloce e sicura per arrivare, di nuovo, alla Capana di Sevice poco dopo le due.

È il momento di fare una meritata sosta, per mangiare qualcosa, ma soprattutto per un bel brindisi, stavolta col Liquorino di Finocchio e goderci la splendida giornata di montagna che stiamo vivendo.

Dopo la meritata sosta ci rimettiamo in cammino. Per la discesa sfruttiamo il Vallone di Sevice, coperto di neve fresca per scendere veloci e in sicurezza fino a quota 1800 metri circa, dove intercettiamo il sentiero 3 proveniente dalla fonte.

Togliamo gli ormai inutili ramponi e ci incamminiamo lungo il sentiero. A quota 1350 metri incontriamo il bivio per Passo le Forche. Noi lasciamo la discesa per Santa Maria in Valle e deviamo a destra.

Alle quattro circa siamo di nuovo a Passo le Forche. Non rimane che fare l'ultimo tratto lungo la comoda stradina, stavolta in leggera discesa e finalmente, poco dopo le quattro e trenta siamo di nuovo a Cartore.

Ci cambiamo sotto lo sguardo attento e curioso di un asinello che si aggira attorno alle nostre auto e ripartiamo per recarci al Bancone per la solita birretta ristoratrice, immancabile dopo un'escursione in queste zone.

Grazie di nuovo a Stefano per la proposta e la compagnia.

Ed ora le foto di questa bella giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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