2021-07-31 Sentiero del Centenario

2021-07-31 Sentiero del Centenario

Localita' di partenza – Strada per l'albergo di Campo Imperatore, Km 5,800 (AQ)

Localita' di arrivo – Fonte Vetica, Campo Imperatore (AQ)

Coordinate e quota partenza (WGS84) – 42.443045, 13.585662, 1810 metri

Coordinate e quota arrivo (WGS84) – 42.425156, 13.740817, 1650 metri

Distanza percorsa – 18.00 Km

Salita accumulata – 1600 metri

Durata dell’escursione – 6 ore 55 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Ci siamo. Questo è il periodo durante il quale faccio la mia annuale sortita sul Sentiero del Centenario. In realtà è Stefano che mi ha contattato ricordandomi che era questo il periodo in cui di solito facciamo questa impegnativa via. E io ho accettato volentieri l'invito.

Per i dettagli tecnici completi di questo percorso vi rimando al seguente link dove trovate una sezione monografica dedicata al Centenario.

Il Sentiero del Centenario

Con Stefano ci vediamo a Fonte Cerreto alle sei. Dopo i saluti partiamo alla volta di Fonte Vetica dove lasciamo la mia auto e quindi, via, verso il parcheggio di Vado di Corno, affollato come non mai, dove arriviamo poco prima delle sette.

Qualche minuto per gli ultimi preparativi e, alle sette in punto partiamo. Giornata perfetta dal punto di vista meteo con cielo azzurro e vento, non forte ma sufficiente a tenerci freschi, viste le temperature di questi giorni anche a queste quote.

La partenza è decisamente veloce e, già dai primi passi capisco che sarà un Centenario decisamente impegnativo ma a noi, piace così. Superiamo e salutiamo i numerosi escursionisti che oggi affollano questo sentiero, soprattutto nel primo tratto procedendo veloci.

La prima vera meta della giornata, il Monte Brancastello, è raggiunta dopo un'ora e venti di camminata. Breve sosta per uno spuntino e per qualche foto in vetta prima di ripartire. Affrontiamo la breve discesa una volta lasciata la cima e poi superiamo un altro numeroso gruppetto di camminatori.

Non è il caso di trovare folla alla salita della Torre di Casanova, onde evitare di perdere tempo in fastidiose code.

Pochi minuti prima delle nove arriviamo all'inizio della ferrata Gianni Familiari. La salita è facile e veloce e in pochi minuti raggiungiamo la somità della torre per poi affrontare la discesa, leggermente più complicata.

Scesi dalla torre inizia il lungo, divertente e faticoso tratto costituito da infiniti saliscendi, arrampicate su vecchie e inaffidabili corde, scalette che sembrano reperti archeologici, pietraie, piccole frane che ci accompagneranno fino alla vetta del Camicia.

Alle nove e quaranta circa arriviamo alla Forchetta di S. Colomba. altro punto di riferimento del percorso.

Si continua sull'ormai abituale terreno tipico del Centenario fino a raggiungere il Monte Infornace, alle dieci e trenta circa. Siamo, dal punto di vista orario a metà percorso, circa.

Ci concediamo qualche minuto di pausa per uno spuntino e poi via, si riparte verso il Prena che vediamo vicino. Il percorso scende per qualche decina di metri prima di risalire ripido e impegnativo verso la cima.

Affrontiamo qualche passaggio tecnico impegnativo e divertente prima dell'ultima salita, una ripidissima placca rocciosa piena di sfasciumi. Il trucco è affrontarla tutta a sinistra dove la roccia pulita dai sassi e l'ottima tenute delle scarpe da montagna permettono di salire senza troppi problemi.

Il Monte Prena è raggiunto alle undici, dopo quattro ore dalla partenza. In vetta c'è un discreto affollamento per cui ci fermiamo solo per uno scatto fotografico prima di ripartire.

Lasciata la vetta, si percorre la cresta verso Est per pochi metri prima di trovare la freccia che indica la discesa verso il sentiero Normale (sarà ...) per il Vado di Ferruccio. Il primo tratto è ripido, ricco di sassi e sfasciumi ed è molto instabile. Inoltre, con l'affollamento di persone come quello che troviamo scendendo, il rischio di cadute di sassi è più che concreto.

Finalmente raggiungiamo la fine di questa frana travestita da sentiero e ci possiamo rilassare fino al vado di Ferruccio, raggiunto in meno di quaranta minuti dopo aver lasciato la vetta.

E mo, comincia. Inizia l'ultima salita verso il Camicia. Sono solo trecento metri ma fra fatica accumulata in precedenza e tratti tecnici da affrontare risulta il tratto più ostico per chi affronta il Centenario.

Ma noi oggi siamo più che preparati e iniziamo a salire con ottimo passo. Superiamo il primo pezzo di salita, ripido e scomodo ma non lungo e ci troviamo sulla cresta che separa le due cime. C'è da fare ora un lungo tratto, praticamente in piano, che consente di procedere spediti e di recuperare energie.

La cresta è bella e panoramica con vista sul versante Teramano, con la Pietra della Spia ad osservarci, somigliante ad un animale preistorico, e la piana di Campo Imperatore, dall'altro lato.

Arriviamo finalmente all'inizio della salita finale. Primo tratto senza difficoltà tecniche ma ripido e scivoloso per il fondo ghiaioso. Arriviamo così sotto degli imponenti bastioni rocciosi con un paio di passaggi tecnici non difficili ma molto esposti. Non si può scivolare ...

Si torna a salire e si arriva così al Canalino. Uno stretto imbuto ormai pieno di ghiaia nel primo tratto e con roccia estremamente friabile nel secondo.

Ci aiutiamo appoggiandoci ai fianchi per superare il tappeto mobile di sassi prima di iniziare l'arrampicata del secondo tratto con la caccia al tesoro, dove il premio è il sasso che ti ci appoggi e non si stacca.

Salendo da primo, inoltre, devo evitare accuratamente di smuovere i sassi in bilico in quanto non sarebbe buona cosa per Stefano, che, anche se ad opportuna distanza, mi segue.

Ma alla fine, con attenzione ed esperienza superiamo anche questa ultima difficoltà. Ormai rimane solo l'ultimo tratto di sentiero, ripido, faticoso ma con la cima in vista, viene superato velocemente. Siamo finalmente, quando mancano quindici minuti all'una, in vetta al Monte Camicia.

Stefano ed io in vetta al m. Camicia

Ormai il più è fatto. Ci meritiamo qualche minuto di sosta per mangiare ma soprattutto per brindare al nostro Centenario, con l'immancabile Genziana che sempre mi accompagna su queste montagne.

Manca ora solo l'ultima fatica: l'interminabile discesa per il Vallone di Vradda. Nonostante il terreno infido sfoderiamo le nostre velleità corsaiole riuscendo a liquidare questa lunga discesa in poco più di un'ora.

Mancano pochi minuti alle due quando arriviamo al parcheggio di Fonte Vetica, dopo sei ore e 51 minuti dalla partenza.

Siamo molto soddisfatti della nostra prestazione e contenti per aver trovato una giornata perfetta dal punto di vista meteo.

Ci cambiamo e, dopo una (costosa, forse troppo !!!) birretta al rifugio di Fonte Vetica, torniamo a Vado di Corno per recuperare l'auto di Stefano, prima di muoverci per tornare all'afa di Roma.

Grazie ad Stefano, per questo bel Centenario.

Ed ora le foto di questa bella giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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