2021-07-18 UTGS Ultra Trail del Gran Sasso

2021-07-18 UTGS Ultra Trail del Gran Sasso

Localita' di partenza – Pietracamela (TE)

Coordinate e quota partenza (WGS84) – 42.523063, 13.553736, 1032 metri

Distanza percorsa – 56.00 Km

Salita accumulata – 3300 metri

Durata dell’escursione – 11 ore 36 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Era il 30 Maggio quando Augusto mi contatta proponendomi, come obiettivo della stagione, di iscriversi all'Ultra Trail del Gran Sasso.

Dopo il messaggio sono andato sul sito dell'UTGS e ho iniziato a leggere i dettagli della cosa e, onestamente, mi sono venuti i brividi. La prima reazione era di non accettare l'invito ma alla fine l'insistenza e la fiducia in me da parte di Augusto, hanno avuto la meglio.

Ho iniziato ad alternare alle classiche escursioni, delle uscite lunghe e veloci, in assetto leggero per verificare la tenuta e alla fine eccoci, si va.

La settimana che ha preceduto l'evento è stata carica di tensione perché, dopo tantissimi giorni di tempo stabile e nemmeno troppo caldo, una perturbazione piuttosto brutta ha deciso di passare sull'Italia.

Freddo, piogge e temporali hanno imperversato per quasi tutta la settimana e le previsioni per il giorno della gara non erano affatto buone ma ormai si era in ballo e toccava ballare.

Nello zainetto, oltre al materiale obbligatorio previsto dal regolamento, un giubbino pesante è stato aggiunto all'ultimo momento. Inoltre al posto dei pantaloncini da corsa, optiamo per i più caldi pantaloni lunghi, sempre da corsa.

Mal che vada, avremo un po' di caldo in più.

Sabato a letto alle otto, dopo una cena leggera e sveglia a mezzanotte. Con Augusto ci si vede a Tivoli e all'una si parte.

Arriviamo a Pietracamela alle tre, in perfetto orario. Veloce preparazione e ci rechiamo al ritiro dei pettorali di gara: numero 28 io e 18 per Augusto.

Alla partenza siamo quasi un centinaio di persone, l'aria è allegra e festosa ma soprattutto a dispetto delle previsioni, non piove e non fa nemmeno freddo. Un buon auspicio per la giornata.

Pochi minuti alle quattro, ultime raccomandazioni da parte dell'organizzazione e, alle quattro in punto, il via:

È una gara e come tutte le gare, si parte di corsa ... e in salita per giunta. Cominciamo bene. Mancano "solo" 62 km e sono già stanco.

Fortunatamente, usciti dal paese, appena inizia la sterrata prendiamo il nostro passo meno corsaiolo e più di regolarità cercando di tenere un ritmo alto ma senza esagerare.

È ancora buio e si viaggia alla luce delle frontali, cercando di evitare gli ostacoli presenti lungo il percorso.

Il primo tratto è in leggera salita e segue il corso del Rio Arno. Arrivati nei pressi della cascata la pendenza aumenta e il fondo diventa accidentato e scivoloso fino all'incrocio con la sterrata proveniente dalla Val Maone.

Possiamo rilassarci e procedere più velocemente. Un paio di brevi salitelle ci rallentano ma di pochissimo fino all'inizio della discesa verso Prati di Tivo.

Un'ora e un quarto dalla partenza quando raggiungiamo il piazzale. Ora si viaggia su strada in leggera salita. Alterniamo camminata veloce e corsa leggera e alle 5:44 raggiungiamo il Rifugio Cima Alta: undicesimo km e primo ristoro.

Biscotti, pane e marmellata vengono consumati per accumulare energia, oltre all'indispensabile acqua a rimpinguare le scorte iniziali, già consumate.

Rimaniamo fermi per cinque minuti prima di ripartire. Siamo sul pratone di Cima Alta che seguiamo fino al Crocifisso dove giriamo a sinistra per scendere verso la fine della strada che arriva da Prati di Tivo.

Inizia una lunga e divertente discesa di quasi mille metri che da cima alta ci porterà fino all'abitato di Forca di Valle prima e di Cerchiara dopo.

Il fondo è buono e per la maggior parte del percorso proseguiamo corricchiando, cercando solo di evitare qualche sasso e qualche tratto particolarmente fangoso.

Sette e venti, a Cerchiara, lasciamo l'asfalto e iniziamo a salire lungo un ripido sentiero alla nostra destra.

Raggiungiamo quota 1050 circa e la salita finisce. Siamo ora su un bel sentiero pianeggiante in mezzo al bosco e lo seguiamo per circa cinque km prima di iniziare la ripida discesa per Casale San Nicola dove arriviamo alle 8 e 50.

Trentesimo km e secondo ristoro. Anche quì pane e marmellata, in abbondanza, biscotti e, per chiudere in bellezza, pane e olio!

Ci concediamo ben dieci minuti di sosta, prima di ripartire, visto quello che ci aspetta ora.

Lasciamo il paese lungo una tranquilla stradina in leggera salita, che diventa sterrata appena fuori da Casale san Nicola.

Ci godiamo questi ultimi momenti di tranquillità prima della salita. Una piccola sosta sotto lo sbocco del Vallone dell'Inferno, molto più ricco di acqua rispetto all'ultima volta che ci sono passato e via.

Quota 1100 metri, ore 9:45. Inizia la salita, con la esse maiuscola. In corrispondenza del cartello che indica Vado di Corno il sentiero si impenna impietoso sotto i nostri piedi ma fortunatamente la pioggia incessante dei giorni scorsi non lo ha reso scivoloso. È solo la pendenza la nostra nemica. Riusciamo a salire con un ottimo ritmo, raggiungendo la fine del bosco, in corrispondenza del Vaduccio, alle 10:30 circa. Facendo qualche calcolo, a casa, viene fuori una velocità di ascesa di circa 680 metri all'ora.

Passato il Vaduccio il vento si fa forte e freddo e comincio ad accusare un po' di fatica. Inoltre sono molto sudato e la sensazione di disagio è forte.

Riusciamo ad arrivare a Vado di Corno in circa mezz'ora e ci fermiamo per coprirci, prima della salita finale.

Pochi minuti e ripartiamo e insieme all'ultima salita arriva anche la pioggia che fino ad ora ci aveva risparmiato: Un tempismo quasi perfetto.

La salita fino al Monte Aquila, già faticosa in condizioni normali, diventa ancora più dura. Il vento è freddo e anche molto forte e ho la parte destra del viso gelata.

Mezzogiorno in punto e finalmente abbiamo raggiunto Monte Aquila, con la pioggia che ha smesso di cadere.

Augusto ed io, in vetta al Monte Aquila

Doverosa la foto di cima prima di ripartire. Sulla via di discesa, fortunatamente, il vento diminuisce e il cielo si apre facendoci vedere anche un po' di panorama. Velocemente arriviamo al Duca degli Abruzzi e li, iniziamo la discesa per Campo Imperatore, dove arriviamo in corrispondenza dell'ultimo ristoro, alle 12:50. Purtroppo insieme a noi arriva anche la pioggia forte e anche la grandine.

Mangiamo perché non è finita ma sotto la pioggia forte non è piacevole. Gli stessi volontari che ci assistono durante il percorso hanno dei grossi problemi a gestire i rifornimenti.

Alla fine riusciamo a mangiare qualcosa e, ovviamente, al momento di ripartire la pioggia cessa ed esce anche uno spiraglio di sole. La parolaccia ci sta tutta.

Qualche minuto per smaltire la grossa quantità di biscotti ingurgitata frettolosamente e ci rimettiamo in cammino cercando il solito passo veloce quando veniamo raggiunti da un signore dell'organizzazione che ci comunica che in quota le condizioni meteo sono proibitive e il transito al Passo del Cannone è pericoloso per cui la gara è stata annullata.

È una mazzata che ci coglie impreparati. Veniamo invitati a raggiungere Campo Imperatore, dove un autobus dell'organizzazione ci verrà a recuperare per tornare a Pietracamela.

Veloce consulto con Augusto e visto che siamo molto bagnati fra sudore e pioggia, non ci pare il caso di aspettare fermi l'arrivo del mezzo dell'organizzazione.

Comunichiamo la nostra decisione di proseguire, passando per la Val Maone, e raggiungere Pietracamela con le nostre gambe, anche perché siamo ancora nel pieno delle forze.

Senza più l'assillo del cronometro e col meteo che sembra più tranquillo affrontiamo quindi la lunga discesa che ci riporterà fino a Prati di Tivo, prima e Pietracamela poi, dove arriviamo alle 15:35, dopo undici ore e mezzo di gara.

E siccome siamo comunque soddisfatti della nostra prestazione, facciamo anche un entrata trionfale nel piazzale dell'arrivo.

Veniamo accolti festosamente e soprattutto con una generosa porzione di insalata di riso, bagnata con una gradita birretta.

Ci tratteniamo una mezz'ora prima di salutare tutti e recarci in albergo per la meritata doccia, prima di rilassarci qualche ora e andare a Intermesoli, per la cena, dove un'ottima tagliatella col guanciale e una porzione di arrosticini ci riappacificano con il nostro Gran Sasso.

Il finale poi prevede un gelato e un buon bicchiere di Genziana, portato da Roma per festeggiare il nostro Trail.

Grazie Augusto, Per avermi coinvolto in questa bella impresa aiutandomi a vincere le mie perplessità.

Un ringraziamento va anche ai Fotografi di Foto4Go per le numerose foto che ci hanno scattato lungo il percorso e all'ASD Eclipse che ha organizzato l'evento riuscendolo a gestire tutto sommato bene, nonostante le oggettive difficoltà causate dal meteo veramente infame.

Ed ora qualche foto di questa intensa giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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