2020-02-15 Il Velino per la cresta Sud-Ovest

2020-02-15 Il Velino per la cresta Sud-Ovest

Localita' di partenza – Santa Maria in Valle, Rosciolo (AQ)

Distanza percorsa – 12.10 Km

Salita accumulata – 1710 metri

Durata dell’escursione – 7 ore 6 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Si torna sul Monte Velino. Nonostante sia la cima da me più frequentata, ogni volta è come se fosse la prima per le sue diverse vie di salita che ogni volta, anche per le diverse condizioni climatiche, sono sempre diverse.

Questa volta abbiamo affrontato la montagna da una delle creste rivolte a Sud – Ovest, e in particolare quella appena a destra del Vallone della Chiave, già salita qualche anno fa.

Insieme a me c’è Matteo, montanaro di grande esperienza e con un allenamento fortissimo.

Arriviamo a Magliano De’ Marsi, ancora addormentata sotto al gigante, alle sette e da li insieme raggiungiamo Rosciolo e quindi il parcheggio posto vicino a Santa Maria in Valle.

Ci prepariamo e in pochi siamo in cammino lungo la via sterrata per Passo le Forche. Seguiamo il sentiero segnato per pochi metri fino ad incontrare sulla destra, un’evidente stradina sterrata che iniziamo a percorrere.

La strada ci assiste per poco tempo prima di finire nel nulla. Seguiamo quel che resta della traccia di sentiero ma alla fine proseguiamo più o meno a caso, cercando di muoverci verso Est e salendo in mezzo al bosco fino ad arrivare, dopo una cinquantina di minuti, at attraversare il Vallone della Chiave.

Siamo a 1300 metri circa e ora non resta che seguire l’evidente cresta che si alza ripida davanti a noi.

Sono le nove e tenta e da poco abbiamo superato i 2000 metri. Ci troviamo davanti delle imponenti formazioni rocciose che la prima volta abbiamo aggirato ma stavolta invece decidiamo di divertirci ad usare anche le mani.

Superiamo le rocce senza problemi proseguendo verso la vetta. Siamo ai 2200 metri ed inizia la neve, per ora a chiazze e non fastidiosa.

Sfruttando le rocce si riesce a salire senza problemi anche perché i tratti coperti dalla neve sono decisamente ghiacciati. Provo ad “assaggiare” con lo scarpone il fondo bianco e uniforme sul mio lato sinistro e la sensazione che ne ricevo è da brividi e non per la temperatura. Dura e compatta come marmo.

Intanto si è alzato un vento forte e gelido che ci spara addosso piccoli pezzi di ghiaccio, così, tanto per aumentare le difficoltà della salita.

Ormai siamo in vista della vetta e le rocce lasciano spazio ad un manto uniforme di neve ghiacciata. Gli scarponi più o meno tengono anche perché la pendenza è elevata ma non tantissimo. La prudenza mi consiglia di usare la piccozza, non si sa mai.

Sono le undici quando raggiungiamo la cima del Monte Velino.

"Selfie" sulla cima del Velino

Ci fermiamo vicino alla statua della Madonnina dove, quasi per miracolo, non c’è un filo di vento. Sembra di essere in spiaggia piuttosto che sulla cima di una montagna e ne approfittiamo per un meritato riposo e per indossare tutta l’attrezzatura che ci servirà per la discesa.

Il paesaggio, attorno a noi, è bellissimo e il cielo terso consente quasi di toccare le lontane cime di Gran Sasso e Maiella.

Ci siamo, è ora di ripartire. Iniziamo ad assaggiare il fondo lungo la cresta Nord Ovest del Velino un po’ intimoriti da quanto visto prima: il fondo è ghiacciato e duro ma i ramponi entrano e tengono. Con molta prudenza iniziamo la discesa ma senza problemi, pronti ad affrontare una eventuale scivolata.

Puntiamo diretti alla sella fra Velino e Costognillo, appena all’imbocco del Vallone della chiave e da li iniziamo la risalita verso la cima successiva che raggiungiamo prima di mezzogiorno.

Breve sosta e foto col Velino a farci da guardiano prima di ripartire, sempre di cresta, fino a iniziare stavolta la salita verso il Sevice, ultima tappa di questo tour del Velino.

Mezzogiorno è passato da poco e siamo in cima al Sevice.

Io e Matteo sulla cima del Sevice

Mentre siamo in cima veniamo raggiunti da due escursionisti e ci intratteniamo con loro per scambiare quattro chiacchiere e un bicchierino di Genziana prima di ripartire.

Ci rimane l’ultima ripida discesa verso la capanna di Sevice dove, come se non bastasse il ghiaccio ci si mettono anche diverse e pericolose buche del fondo nevoso, sopra le molte rocce presenti sul percorso estivo.

Con attenzione le aggiriamo cercando di trovare la via più stabile e finalmente, quasi all’una siamo al bivio per la capanna.

La neve è praticamente finita e ci fermiamo per togliere l’ormai inutile attrezzatura invernale, e anche qualche giacca. Sembra quasi estate e la temperatura è alta.

Ormai il resto della discesa è solo una formalità e scendiamo veloci sul sentiero per raggiungere il parcheggio in meno di un’ora e mezzo, accolti da un gregge e dai suoi fedeli custodi “dentati” che però ci accolgono pacificamente, anche per la presenza dei pastori.

Non ci resta che cambiarci e tornare a casa, ma solo dopo la consueta birretta consumata, insieme a qualche stuzzichino, da Bibò, a Magliano.

Grazie Matteo per la compagnia in questa impegnativa escursione.

Ed ora le foto di questa bella giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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