2019-08-16 Le direttissime del Velino

2019-08-16 Le direttissime del Velino

Localita' di partenza – Massa D'Albe, Magliano De' Marsi (AQ)

Distanza percorsa – 11.25 Km

Salita accumulata – 1610 metri

Durata dell’escursione – 4 ore 40 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Il Velino, una delle montagne con la quale ho un rapporto particolare e che ho scalato più delle altre ma che ogni volta mi regala emozioni diverse.

E anche oggi è stato così. Dopo aver provato l’esperienza di una “quasi” corsa in montagna con il bell’anello di Campo Felice, oggi ho voluto cimentarmi con questo impegnativo percorso affrontato in assetto leggero, quasi da corsa.

Ma veniamo al racconto della giornata.

Partito presto da una Roma semideserta, poco prima delle sette ho parcheggiato l’auto nella piazzetta di Massa d’Albe e dopo una veloce preparazione sono partito.

Comincio a camminare con passo veloce sulla strada sterrata a sinistra della piazza, strada che conduce a Fonte Canale, così come la strada invece a destra. La tengo per poco meno di un chilometro e, a quota 1024 metri circa la lascio e imbocco una sterrata secondaria ma evidente.

La stradina diventa quasi subito uno stretto e non sempre evidente sentiero ma c’è poco da sbagliare. Bisogna prendere la direzione più ripida e proseguire su un terreno faticoso per la pendenza ma tutto sommato agevole e molto ben scalinato.

Salgo così per circa duecentocinquanta metri e, a 1270 metri circa intercetto la strada sterrata che viene da Fonte Canale. La pendenza è minima e mi permette di riposare fino all’arrivo a Colle Pelato, a 1370 metri di quota.

Il sentiero entra in una bella pineta e ricomincia a salire ripido fino ad uscire dalla pineta e, intorno ai 1500 metri raggiungo il bivio fra i sentieri 5 e 6.

Il mio itinerario prevede di salire lungo il sentiero 6, la direttissima. Da qui fino alla cima la salita sarà sempre continua ma anche se impegnativa, la sua continuità permette di prendere un ritmo di camminata continuo e non faticoso.

Supero un primo canalino in arrampicata, facile e breve e quindi, raggiungo la balconata con su segnata la quota di 1700 metri.

Ricomincia il sentiero ripido ma camminabile fino ad arrivare alla parete rocciosa, a quasi duemila metri, dove sono presenti alcune grotte.

Si supera una prima facile placca liscia prima di ricominciare su sentiero stavolta ripido e, in alcuni tratti tecnico fino ad arrivare, a quota 2090 circa, al Canalino: il tratto più tecnico e bello del percorso.

Con passaggi di arrampicata facili e mai esposti, le strette pareti di roccia mi avvolgono ma salgo senza nessun problema, aiutato stavolta dallo zainetto molto piccolo che non rimane incastrato come succede con lo zaino da montagna con il quale sono passato le scorse volte.

Il Canalino infine viene superato agevolmente. Le difficoltà tecniche sono terminate ma rimane da affrontare la parte finale della cresta, con quasi trecento metri ancora da salire. La croce di vetta inizia a farsi vedere ma non bisogna farsi illusioni e devo stringere i denti. La salita da fare è ancora tanta e la fatica inizia a farsi sentire.

Mi concedo qualche secondo di sosta per riprendere fiato prima della tirata finale e, finalmente, alle nove è un quarto, sono in vetta.

In cima al Monte Velino

Sono molto soddisfatto della prestazione e finalmente posso fermarmi a riposare e a mangiare qualcosa. Intanto vengo raggiunto da altri camminatori che arrivano dall’altro versante della montagna. Approfitto per fare due chiacchiere prima di rimettermi in marcia, dopo una ventina di minuti di sosta.

Per la discesa ho scelto il sentiero numero 5, l’altra direttissima, fatto alcune volte in salita ma mai in discesa.

Il sentiero è molto ripido, ma, con la dovuta attenzione, lo si percorre facilmente e senza problemi fino al primo passaggio chiave: una placca liscia appoggiata alta circa due – tre metri, che mentre in salita non mi ha mai dato problemi, in discesa si rivela piuttosto complicata. Ci sono pochissimi appigli e la discesa va fatta con molta attenzione.

Una scivolata, anche se non letale, sarebbe alquanto pericolosa. Alla fine, dopo qualche minuto di studio alla ricerca degli appigli migliori, la supero e ricomincio la discesa.

Tratti di sentiero ripidi ma comodi si alternano ad infidi ghiaioni. Infine, a 1580 metri circa, il secondo passaggio chiave: una coppia di salti di roccia di qualche metro stavolta ricchi di appigli ma che vanno affrontati comunque con calma e attenzione. Qui un volo non è affatto consigliabile.

Alla fine anche questo passaggio è superato. Rimane un breve tratto di ghiaione fino a intercettare il sentiero 4 che arriva dalla Grotta di S. Benedetto.

Giro a sinistra e, pochi metri di strada, e sono di nuovo al bivio col sentiero 6, fatto poco tempo prima.

Il più è fatto. Inizio il ripido ma facile tratto in discesa dentro la pineta fino ad arrivare di nuovo a Colle Pelato. Una mucca che sta riposando all’ombra mi guarda sospettosa ma poi decide che sono innocuo e torna a sonnecchiare.

Sono ora sul tratto di sterrata che seguo per poche centinaia di metri e, più o meno dove ero uscito questa mattina, lascio la strada e mi tuffo lungo il ripido pendio salito poco prima fino a ritrovare il sentiero e quindi il tratto finale di strada sterrata fino ad arrivare alla fine al paese e all’auto parcheggiata.

Veloce rinfrescata e cambio d’abito prima di ripartire per, cosa strana per noi che veniamo da Roma, arrivare a casa giusto per il pranzo.

Ed ora le foto di questa bella salita al Velino.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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