2019-08-05 Il Sentiero del Centenario

2019-08-05 Il Sentiero del Centenario

Localita' di partenza – Strada per l'albergo di Campo Imperatore, Km 5,800 (1810 m.)

Distanza percorsa – 18.50 Km

Salita accumulata – 1700 metri

Durata dell’escursione – 10 ore 7 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Agosto, è tempo di Centenario. Come tutti gli anni ci troviamo ad affrontare questo impegnativo cammino che non può mancare nell'albo d'oro di noi frequentatori dell'Appennino.

Come sempre rimando la descrizione tecnica di dettaglio alla pagina dedicata al Centenario alla relazione con tutti i dati tecnici scaricabile ai seguenti link.

Sentiero del Centenario – parte 1

Sentiero del Centenario – parte 2

Quest’anno a condividere il Centenario ci sono Daniele, Matteo e, alla sua prima volta Massimo che dopo aver affrontato in più escursioni i tratti chiave di questo sentiero, ora lo affronterà in tutta la sua interezza.

Partiamo presto da Roma e, dopo aver recuperato Matteo ci dirigiamo a Vado di Corno, partenza dell’itinerario. Ci prepariamo e pochi minuti prima delle sette ci mettiamo in marcia lungo la strada sterrata che sale al vado.

La giornata è perfetta: il cielo è sereno, il vento praticamente assente e la temperatura è piacevole. L’avvicinamento al vado ci consente di riscaldare la muscolatura ancora addormentata e, in meno di mezz’ora arriviamo al punto panoramico: il Gran Sasso ci aspetta per le immancabili foto prima di iniziare il sentiero di cresta.

Da ora si comincia a fare sul serio: la prima parte di sentiero è semplice e scorrevole e l’andatura nonostante le numerose soste per le foto è sostenuta. Superiamo alcuni tratti in saliscendi, alternati a salite più impegnative e, finalmente arriviamo sulla prima vetta del percorso: il Monte Brancastello.

Veloce sosta e foto di cima prima di ripartire. Scendiamo leggermente per arrivare e superare il vado di Piaverano prima di avvicinarci alle Torri di Casanova, dove il Centenario cambia volto e mostra il suo aspetto più tecnico.

Ci fermiamo per indossare gli imbraghi e ci avviciniamo all’inizio della bella ferrata G. Familiari, completamente ricostruita la scorsa settimana. Corde e scale nuove e scintillanti ci aspettano invece della vecchia attrezzatura ormai cascante e quasi inusabile, soprattutto nella discesa.

Si sale senza problemi fra una foto e l’altra fino ad arrivare in cima. Anche qui, nuove corde prima del tutto assenti ci aiutano nella progressione.

Ci prepariamo per la parte più delicata, la discesa ora con le nuove attrezzature decisamente più rassicurante. L’affrontiamo uno alla volta per evitare di scaricare sassi sui compagni sottostanti.

Si riparte e, prima di riprendere il sentiero ci concediamo una puntatina sulle successive torri.

Da qui il sentiero diventa decisamente più tecnico e nervoso senza essere però difficilissimo. Un continuo alternarsi di ripidi saliscendi dove le corde di sicurezza sono quasi del tutto inutilizzabili, spezza il ritmo e moltiplica la fatica della progressione.

Superiamo un impegnativo traverso in discesa attrezzato ancora con le vecchie ma per fortuna ancora integre corde fino ad arrivare alla Forchetta di Santa Colomba. Ci fermiamo per una piccola sosta prima di ripartire sempre su ripide scalate lungo paretine di roccia.

Alla fine, dopo un’ora circa di fatiche arriviamo al Monte Infornace. Il Prena e il Camicia sono ora vicinissimi ma non bisogna farsi ingannare. Qui siamo solo a metà del percorso.

Ripartiamo dopo una piccola sosta scendendo fino alla selletta che ci separa dal Prena. La cima è vicina e la vediamo bene mentre affrontiamo la ripida e tecnica salita davanti a noi. Il superamento di uno spigolo è occasione per qualche foto adrenalinica a cui non ci sottraiamo.

L’una è passata da pochi minuti quando raggiungiamo la vetta del Monte Prena, con un affollamento del tutto inconsueto per questa montagna.

Io, Massimo, Daniele e Matteo sul Monte Prena

Ci tratteniamo solo pochi minuti prima di proseguire per scendere lungo il sentiero “normale” in direzione del vado di Ferruccio.

In discesa facciamo conoscenza di una simpatica coppia di turisti Svizzeri che ci manifestano tutto il loro entusiasmo per le nostre montagne. Detto da loro è un grosso complimento visti i monti che hanno lassù.

Il Vado di Ferruccio è raggiunto poco dopo le due. Purtroppo Daniele decide di non affrontare l’ultima salita a causa di un lieve malessere che gli impedisce di salire in tranquillità. Lo salutiamo e ripartiamo per l’ultima fatica.

Un primo tratto di salita viene liquidato velocemente prima del lungo tratto quasi in piano che ci separa dal Camicia.

Il paesaggio è severo e, il versante Nord di questa montagna è ricco di formazioni rocciose imponenti e maestose.

Si ricomincia a salire su terreno franoso e scomodo, affrontando alcuni passaggi più tecnici e, finalmente arriviamo all’ultimo e più insidioso passaggio chiave della giornata: il canalino.

L’altezza della ghiaia rispetto agli anni passati è aumentata e, l’imbocco diventa decisamente scivoloso.

Sfruttando le pareti laterali riusciamo, non senza timori a causa dei sassi instabili a superare anche questa difficoltà.

È fatta. Ancora qualche metro di, ormai semplice, salita, e siamo in cima al Camicia. Massimo è entusiasta per aver concluso questo impegnativo percorso. Qui consumiamo l’ultima sosta prima di affrontare l’ultima fatica: la lunga discesa per il Vallone di Vradda fino a fonte Vetica dove ci aspettano Agostino e Daniele che ha comunque voluto essere partecipe del nostro Centenario.

Dopo esserci cambiati arriva immancabile un brindisi a tutti i partecipanti alla bella giornata, prima di muoverci verso Santo Stefano di Sessanio per il meritato ristoro a base di buona e fresca birra e prodotti locali.

Complimenti a Massimo per aver affrontato e portato a termine il suo primo Centenario, e grazie a Daniele e Matteo per la partecipazione a questa bella giornata di montagna.

Ed ora le foto di questa intensa giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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