2019-05-17 I rifugi del Gran Sasso

2019-05-17 I rifugi del Gran Sasso

Localita' di partenza – Arrivo funivia Gran Sasso, Campo Imperatore (AQ)

Distanza percorsa – 8,15 Km

Salita accumulata – 690 metri

Durata dell’escursione – 5 ore 25 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

In occasione della tappa del Giro d’Italia con arrivo a L’Aquila, la funivia del Gran Sasso è stata aperta, solo per questa giornata. Approfittando quindi delle promettenti condizioni meteo, in questo Maggio più invernale che primaverile, io e Francesco abbiamo deciso di provarci. Ed eccomi qui, a raccontare, questa bella e faticosa giornata di montagna sulle nevi del Gran Sasso.

Arrivato da Roma raggiungo Francesco e, insieme, raggiungiamo la partenza della Funivia, a Fonte Cerreto pronti per la prima corsa del mattino. Saliamo sulla cabina vuota e, in meno di dieci minuti arriviamo al piazzale di Campo Imperatore.

Il paesaggio che ci troviamo davanti non è quello tipico di Maggio ma è decisamente più invernale.

Lasciato il piazzale iniziamo la salita verso il sentiero che conduce al Duca degli Abruzzi, a malapena riconoscibile sotto la neve.

Percorsi pochi metri iniziamo subito lo spogliarello perché, a dispetto della neve, la temperatura è piacevole e ci alleggeriamo per non sudare da subito. La salita è molto rallentata dalle continue soste fotografiche per il paesaggio estremamente suggestivo che si presenta ai nostri occhi.

Siamo soli e l’unico rumore che si sente è quello della turbina impegnata a ripulire la strada dalla neve caduta abbondante nei giorni scorsi.

Alla fine arriviamo al Duca degli Abruzzi, accolti da un leggero e fresco venticello, oltre che dalle nuvole basse che coprono parzialmente la bella vista delle montagne che ci circondano.

Senza indugio iniziamo a percorrere la cresta in direzione del Monte Portella. Qualche passaggio aereo sull’affilata cresta, è occasione per scattare foto suggestive. Fortunatamente la neve ha una cosistenza tale da non richiedere l’uso dei ramponi. Tengo solo la piccozza a portata di mano nel malaugurato caso dovessi scivolare.

Raggiungiamo il Monte Portella dove ci fermiamo solo per qualche foto prima di proseguire e scendere verso l’omonima sella.

Il cielo intanto si scopre e la Val Maone, l’Intermesoli e il Corno Grande iniziano a farsi vedere e fotografare.

Arrivati al passo, giriamo a destra per il sentiero che scende in Val Maone e, approfittando della neve praticamente perfetta evitiamo di scendere nel fondovalle ma cerchiamo di rimanere il più possibile in quota, sulla nostra destra, per non dover risalire poi verso il Garibaldi.

Arriviamo così nei pressi di una selletta dove non possiamo far altro che scendere. Il pendio è ripidissimo ma la neve alta e soffice aiuta e la discesa è veloce, divertente e assolutamente non pericolosa e rapidamente ci porta, a quota 2100 metri circa, di Campo pericoli.

Davanti a noi, a poco meno di un chilometro c’è il rifugio Garibaldi. Procediamo aggirando le salite più ripide con la neve a tratti alta e faticosa e finalmente alle undici e mezzo circa raggiungiamo il rifugio, quasi totalmente ricoperto dalla neve, tanto che riusciamo a salire agevolmente anche sul tetto.

Io e Francesco al Rifugio Garibaldi

Qui facciamo una piccola sosta allietata da un ottimo tè caldo prima di rimetterci in cammino. Prima di dirigerci verso la Sella di Monte Aquila, facciamo una piccola deviazione fino alla caratteristica tomba, a forma di piramide, di Edoardo Martinori, ingegnere, viaggiatore ed alpinista, che contribuì alla costruzione del rifugio Garibaldi.

Lasciata la tomba, sempre cercando la linea di minima pendenza, puntiamo ora alla sella di Monte Aquila. La neve è faticosa e ci rallenta un po’ ma alla fine, intorno all’una, la raggiungiamo.

Rimane l’ultima fatica prima di arrivare al rifugio Duca degli Abruzzi: la cresta con l’anticima della Portella. È una salita breve ma, stanchi della strada fatta fino ad ora, si fa sentire, anche perché intanto il tempo sembra voler cambiare: dal caldo tropicale lasciato prima della sella troviamo un vento freddo, nebbia e anche qualche fiocco di neve.

Alla fine però riusciamo a raggiungere il rifugio. È fatta. Ora non resta che ridiscendere i pochi tornanti che ci riportano al piazzale e alla funivia, che raggiungiamo poco dopo le due, dopo circa cinque ore e mezzo di faticoso ma divertente cammino.

Grazie a Francesco per questa intensa escursione.

Ed ora le foto di questa intensa giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

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