2018-07-10 Andrea Bafile, un eroe Abruzzese

2018-07-10 Andrea Bafile, un eroe Abruzzese

Localita' di partenza – Piazzale dell'albergo di Campo Imperatore (2142 m.) (AQ)

Distanza percorsa – 10,00 Km

Salita accumulata – 770 metri

Durata dell’escursione – 5 ore 15 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Questa bella e toccante escursione nasce dalle commemorazioni per il centenario della morte di Andrea Bafile, militare italiano a cui è intitolato il bello e suggestivo bivacco posizionato sulla parete Sud del Corno Grande, a 2669 metri di quota. Ma chi era Andrea Bafile?

Andrea Bafile (Monticchio di Bagno, 7 ottobre 1878 – Basso Piave (Cava Zuccherina attuale Jesolo Lido), 11 marzo 1918) è stato un militare italiano, tenente di vascello della Regia Marina, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria. «Comandante di un battaglione di marinai, mentre preparavasi una operazione sull’estrema bassura del Piave, volle personalmente osare un’arrischiata ricognizione tra i canneti e i pantani della sponda sinistra perché, dallo strappato segreto delle difese nemiche, traesse maggiore sicurezza la sua gente. Tutto vide e frugò, e sventato l’allarme, già trovava riparo, quando notò la mancanza di uno dei suoi arditi. Rifece allora da solo la via perigliosa per ricercarlo e, scoperto poi dal nemico mentre ripassava il fiume, e fatto segno a vivo fuoco, veniva mortalmente ferito. Guadagnata la sponda destra in gravissime condizioni, conscio della fine imminente, con mirabile forza d’animo e completa lucidità di mente, riferiva anzitutto quanto aveva osservato nella sua ricognizione, e dirigendo ai suoi infiammate parole, atteggiato il volto a lieve sorriso che gli era abituale, si diceva lieto che il suo sacrificio non sarebbe stato vano. E passò sereno qual visse, fulgido esempio delle più elette virtù militari, coronando con gloriosa morte una vita intessuta di luminoso coraggio, di fredda, consapevole e fruttuosa audacia, del più puro eroismo.»

Basso Piave, 12 marzo 1918

(Dal post di Paolo Boccabella)

E così, dopo il gradito invito di Paolo ci ritroviamo a Campo Imperatore insieme a un nutrito gruppo di amici di buon’ora con l’obiettivo di raggiungere il bivacco per installare una targa a ricordo di questo eroe Abruzzese.

Si parte per il sentiero per la sella di Monte Aquila in una bellissima giornata di sole, sella che raggiungiamo dopo una trentina di minuti. Durante questo primo tratto possiamo apprezzare i lavori di risistemazione del sentiero effettuati lo scorso anno in un tratto che stava cedendo a causa dell’erosione dell’acqua.

Superata la sella seguiamo il sentiero per il Sassone dove inizia la via per il bivacco. Nonostante siamo quasi a metà Luglio ci sono ancora estesi nevai sul nostro cammino. Intanto superato il bivio per il Monte Aquila iniziamo la salita più ripida per il Sassone che raggiungiamo dopo un’ora di cammino.

Ci fermiamo per una piccola sosta e approfittiamo per indossare imbraghi e longe prima di proseguire. Superiamo l’inizio della Direttissima al Corno Grande, il cui inizio è ancora ingombro di neve, prima di iniziare a percorrere la via per il bivacco.

Fin dall’inizio possiamo apprezzare l’eccellente lavoro fatto per sistemare ma soprattutto estendere il tratto ferrato della via. Ora la corda è presente anche nel non difficile ma comunque esposto tratto iniziale e, anche se usata solo come mancorrente, si rivela estremamente utile.

Arriviamo così alla scaletta che segnava l’inizio del tratto attrezzato prima dei lavori. Il passaggio non è difficile ma rimane estremamente suggestivo e adrenalinico. Dopo la scaletta si deve percorrere un breve tratto intagliato nella roccia molto basso e dove l’elmetto rivela tutta la sua utilità visto l’elevato rischio di capocciate in questo tratto.

Qualche passaggio tecnico che si affronta in tutta sicurezza essendo assicurati prima di iniziare una breve e facile salita. E intanto il Bafile si comincia a mostrare sempre più vicino dopo ogni curva.

Altro tratto in traverso prima di raggiungere uno spigolo e un bel balcone panoramico ideale per foto suggestive alla valle dell’Inferno e al gruppo del Centenario. Dopo lo spigolo un altro traverso impegnativo prima di affrontare la piccola discesa che arriva alla comba ghiaiosa del Canale Centrale. Anche qui è stata aggiunta una provvidenziale corda ad aiutare questo tratto insidioso.

Attraversiamo la larga comba ghiaiosa, ancora coperta di neve, senza problemi avviandoci verso l’inizio del canalino per la forcella del Calderone. E anche qui è stata aggiunta una corda, assente nella vecchia ferrata che terminava poco dopo lo spigolo con il balcone.

Arriviamo così al canalino, passaggio delicato che lo scorso anno avevo aggirato scendendo di qualche metro invece di affrontare un insidioso traverso molto esposto. Anche qui con i lavori dello scorso anno è stata fissata una robusta corda insieme ad alcuni scalini utili per scendere alla base del canalino dove affrontiamo a questo punto l’unico vero pericolo: un breve ma rischioso traverso su neve che ancora ingombra il canale. I passi sono misurati anche se il tratto è breve: una scivolata sarebbe estremamente pericolosa. Sarebbe consigliabile affrontare questo passaggio con una corda di sicurezza legata alla fine della corda della ferrata.

Ma tutto va per il verso giusto e ci ritroviamo sul tratto finale che sale fino al bivacco e, manco a dirlo, anche qui una corda nuova di zecca ci aiuta nella salita.

E così, dopo meno di tre ore siamo al Bivacco.

Paolo e Luciano si mettono subito al lavoro per sistemare la targa in onore di Andrea Bafile.

La targa dedicata al Centenario della morte di A. Bafile

Dopo aver terminato l’operazione Paolo ci ricorda brevemente la storia di questo eroe d’Abruzzo terminando il racconto con delle preghiere a sua memoria.

Dopo la piccola ma toccante cerimonia, meritata foto sotto al bivacco del gruppo di partecipanti.

Il gruppo al Bivacco A. Bafile

Quindi, discesa per tornare a Campo Imperatore, discesa che ripercorre la via dell’andata fino alla sella di Monte Aquila dove decidiamo di passare per il rifugio Duca degli Abruzzi invece che dal sentiero basso.

E così che poco prima delle tredici siamo alle macchine. Cambio d’abiti e rinfrescata prima di ripartire in direzione Camarda dove ci fermoamo per terminare le celebrazioni presso l’accogliente ritorante La Camardella con birra, sfizi di pizza e ottime tagliatelle all’Amatriciana.

Grazie Paolo per aver organizzato questo evento e per avermi invitato e grazie a tutti i partecipanti, e, in particolare all'unica donna del gruppo, Rita e ad Alessandro che nonostante la giovanisima età se l’è cavata benissimo.

Ed ora godiamoci qualche foto della giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

2018-07-10 Andrea Bafile, un eroe Abruzzese