2018-02-17 Il Costone Orientale.

2018-02-17 Il Costone Orientale

Localita' di partenza – Rifugio Alantino, Campo Felice (AQ)

Distanza percorsa – 15,2 Km

Salita accumulata – 800 metri

Durata dell’escursione – 7 ore 13 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Quando gli ingredienti sono quelli giusti anche un’escursione semplice come la salita al Costone Orientale passando per il Rifugio Sebastiani finisce per diventare una di quelle uscite da incorniciare.

Solo la rinuncia all’ultimo minuto di Olga e Agostino ci ha lasciati con un po’ di tristezza ma per loro ci sarà occasione di rifarsi.

Arriviamo al rifugio Alantino, non lontano dagli impianti sciistici di Campo Felice poco dopo le otto. Qualche minuto per calzare gli scarponi e attrezzare gli zaini e si parte.

Il meteo prometteva una giornata con qualche innocua velatura nel cielo e così è, anzi. L’assenza di vento e le temperature gradevoli considerato il periodo e il luogo rendono la nostra passeggiata estremamente gradevole.

Ci incamminiamo seguendo la traccia di una motoslitta per percorrere la lunga piana della Valle Leona sulla “corsia riservata alle ciaspole” e, poco più avanti superiamo il primo gruppo di ciaspolatori. La pista di neve, battuta dalla motoslitta e dai tanti camminatori che affollano questa piana si presenta compatta e anche per noi camminatori agevole permettendoci una progressione piacevole e permettendoci di scatenarci con le foto.

Intanto vuoi per la camminata, vuoi per il sole che intanto ci accompagna, ci alleggeriamo nell’abbigliamento.

Dopo circa 45 minuti di cammino siamo alla vecchia Miniera dove il sentiero si addentra nel bosco e inizia a salire in maniera più sensibile ma sempre senza nessuna fatica.

Intanto alla nostra destra il Puzzillo inizia a farsi vedere: siamo quasi alla fine del tratto nel bosco e davanti a noi si apre, in tutta la sua immensita, l’anfiteatro del Costone: siamo nella valle del Puzzillo.

Intanto si è alzato un vento fastidioso e anche freddo ma non ci preoccupa più di tanto: abbiamo affrontato di peggio in altre occasione.

Sono le 10 e siamo a 1800 metri circa quando raggiungiamo un rifugio posto sul sentiero. Ci fermiamo per qualche minuto di riposo, qualche biscotto e un po’ di cioccolato tanto per incamerare qualche utile caloria.

Intanto Cristina inizia a prendere confidenza con gli attrezzi da scalata che potrebbero rivelarsi utili più avanti …

Ripartiamo decidendo di tralasciare il percorso estivo ma tenendoci più a sinistra ci avviciniamo alle pareti di Cimata di Pezza e Cimata di Puzzillo così da restare più riparati. Lo strato nevoso si fa più alto e faticoso. Ci alterniamo alla testa del gruppetto consentendo a chi viene dietro di faticare un po’ meno nell’avanzata.

Un elicottero intanto compare sopra di noi e comincia a girare in circolo sopra al rifugio mettendoci in allarme. Fortunatamente, scopriremo più avanti, è solo venuto ad accompagnare dei giornalisti per un’intervista ai gestori del rifugio.

Ultimi metri di salita e, alle undici e trenta circa raggiungiamo i 2102 metri del rifugio Vincenzo Sebastiani al Velino. Entriamo per un caffè caldo e veniamo rapiti da un’estasiante torta al cioccolato: come dire di no?

Arrivati al rifugio Sebastiani

Una semplice fetta di torta e un caffè hanno un sapore particolare quando sono gustati nella pace di un rifugio di montagna e danno quella carica giusta per continuare la camminata. E infatti, usciti dal rifugio che nelle nostre intenzioni iniziali doveva essere la nostra meta finale, guardiamo la ripida parete del costone davanti a noi e, anche aiutati dalla neve non ghiacciata ma nemmeno così cedevole, decidiamo di raggiungere la cima e, per farlo scegliamo di salire dritti senza passare per il percorso del sentiero estivo.

Saliamo con la neve che consente di fare dei comodi gradini e, nonostante la pendenza elevata, ci permette di salire in tutta sicurezza ma comunque con la fida piccozza a portata di mano.

Il vento è calato e la salita ci scalda ma finalmente raggiungiamo la panoramica cima del Costone. Cristina tira fuori la bambina che è in lei...

In vetta si sta bene: il panorama è da favola e non fa freddo. Come sempre dopo le foto di cima e dopo qualche biscottino esce la solita bottiglia di Nocino ... travestito da aranciata, ottimo per affrontare con più scioltezza la discesa che ci aspetta.

Foto di cima sul Costone Orientale

Finalmente ripartiamo: anche la discesa è molto ripida, ma assolutamente non pericolosa e viene affrontata in tutta sicurezza, anzi si rivela estremamente divertente consentendoci di raggiungere in pochi minuti il rifugio.

Qui incontriamo un gruppo di amici che si appresta a salire in vetta e ci intratteniamo per i saluti prima di ripartire, seguendo il tracciato dell’andata. Ma stavolta siamo in discesa e la neve non ci ostacola ma ci aiuta nella progressione. Incrociamo e salutiamo altri gruppi che salgono.

Il cielo comincia a coprirsi ma ormai siamo alla fine. Superiamo il tratto nel bosco, la lunga piana e fra una chiacchiera e l’altra arriviamo al parcheggio poco dopo le tre e mezzo. Il tempo di cambiarci e di consumare qualche panino e si riparte per Roma dove, arrivati troviamo Agostino ad aspettarci con un buonissimo liquore a base di mandarino, ottima conclusione di una bellissima giornata.

Grazie a Daniele, Cristina e Massimo per la bella escursione e grazie ad Agostino per la bella sorpresa finale.

Ed ora godiamoci qualche foto della giornata.

Guarda le foto in formato album

Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

2018-02-17 Il Costone Orientale