2016-07-09 Monte Corvo per la cresta Nord

2016-07-09 Monte Corvo per la cresta Nord

Localita' di partenza – Prato Selva, Fano Adriano (TE)

Distanza percorsa – 16,10 Km

Salita accumulata – 1750 metri

Durata dell’escursione – 10 ore 31 minuti

Mappa dell'escursione

Profilo altimetrico dell'escursione

Vista 3D dell'escursione

Foto e descrizione dell’escursione

Il Monte Corvo, una vetta che non può mancare nel carniere dell'appassionato di Appennino. Dopo averlo raggiunto due volte da Campo Imperatore e una volta da Prato Selva, per il quarto tentativo insieme ad Agostino, Daniele e Massimo proviamo a seguire per la salita la via dell'amico Francesco.

Ci aspetta un'escursione lunga per cui partiamo molto presto da Roma e alle otto siamo con gli scarponi ai piedi al parcheggio di Prato Selva, nel versante Teramano, pronti ad affrontare il gigante. Cominciamo a camminare sul vasto prato sotto il tracciato della seggiovia che porta a Colle Abetone, in direzione Sud, percorrendo nel tratto finale una delle belle piste di "DownHill" attrezzate qui a Prato Selva con curve e salti in mezzo agli alberi.

Raggiungiamo rapidamente Colle Abetone che aggiriamo sulla destra per dirigerci nei pressi del vicino Colle Andreole. Siamo arrivati a 1750 metri di quota e ci fermiamo per un piccolo ristoro vicino al cartello che indica il Rifugio Dal Monte a mezz'ora di cammino da noi. La giornata si preannuncia molto calda e le scorte di acqua cominciano ad essere consumate avidamente. Speriamo nella quota e nell'immancabile venticello della montagna per sopravvivere alla canicola.

Finita la sosta iniziamo a scendere verso il rifugio, a quota 1614 metri sul sentiero caratterizzato da curiose ed interesanti formazioni di roccia. Sembrano quasi artificiali. Pochi minuti e siamo nei pressi del rifugio che non raggiungiamo aggirandolo a destra per raggiungere la cresta erbosa davanti a noi, inizio della salita vera e propria verso il Corvo. Siamo a 1750 metri e ci separano dalla cima quasi novecento metri di bella e faticosa salita.

Iniziamo l'ascesa e subito la montagna ci fa capire con chi abbiamo a che fare. Quelle che sembravano facili ed innocue roccette si rivelano infide e impegnative. Bisogna prestare molta attenzione a quelli che sembrano appigli saldi e invece sono pericolose trappole perchè non reggerebbero le nostre sollecitazioni.

Finite le roccette inizia un bel tratto erboso con le caratteristiche scalettature formate dalle zolle erbose dove l'unico grosso ostacolo è la pendenza.

Raggiunta quota 2100 circa un altro tratto che richiede l'uso delle mani viene affrontato e superato con prudenza ma senza problemi e ci porta sopra una piccola punta rocciosa lungo la cresta. Da qui tocca scendere per raggiungere la sella sottostante e se non fosse per i soliti sassi mobili non ci sarebbero difficoltà.

Arrivati alla selletta ci aspettano un altro paio di passaggi insidiosi prima di raggiungere l'ultima parte della cresta ormai priva di difficoltà tecniche. Stringiamo i denti e superiamo gli ultimi metri arrivando alla fine sulla cima del Corvo, dopo poco più di cinque ore dalla partenza. Per me è la quarta volta ma la gioia della cima è pari se non superiore a quella dei miei compagni, tutti alla loro prima volta sul Corvo.

Ci attardiamo sulla cima a goderci il panorama spettacolare e il fresco delizioso che ci tengono compagnia prima di ripartire seguendo stavolta la cresta Ovest, fino all'omonima cima.

Proseguiamo ancora per qualche metro prima di lasciare la cresta e affrontare la ripidissima ma facile discesa su prato e raggiungere il canalino (percorso in salita nel 2011) che ci permetterà di scendere alla sottostante valle Crivellaro. Come sempre, una via fatta in salita non sempre significa che sia altrettanto facile da scendere. Sassi mobili, ghiaia e erba scivolosa ci costringono ad un uso intensivo della "culoferica", tecnica poco ortodossa ma spesso risolutiva.

Raggiunta la valle qualche piccola incertezza sul proseguimento o no verso il Mozzone viene dissipata dal gruppo. Si prosegue.

Saliamo abbastanza agevolmente i centocinquanta metri che ci portano sulla cresta Nord del Mozzone e dopo qualche minuto di riposo ci avviamo a salire gli ultimi gradini che ci separano da questa cima, poco conosciuta e frequentata ma che costituisce un balcone di osservazione privilegiato dei giganti che ci circondano. Anche qui ci attardiamo qualche minuto in contemplazione ma ne vale la pena prima di riprendere la via di casa. Superiamo l'ultima difficoltà della discesa verso il pratone sottostante Colle Andreole affrontando un'altra discesa infida e scivolosa.

Da qui ormai è fatta. Su comodi sentieri arriviamo a Colle Abetone e invine dal prato della seggiovia al parcheggio dove dopo una meritata rinfrescata siamo pronti a riprendere la via di casa.

Grazie e complimenti ai miei compagni per aver portato a termine questa impegnativa escursione.

Ed ora, in attesa della prossima escursione, godiamoci qualche foto della giornata.

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Autore: Marco DT

Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx .

2016-07-09 Monte Corvo per la cresta Nord